La panzanella

Nei paraggi di Valdinoce la mia amica Chiara ha degli amici gipsy con una casa in pietra che profuma di favole davanti al camino. Si chiamano I Magaduni e sono ragazzi brillanti, musicisti folk con il sorriso senza risparmio! L’energia positiva che vibra attorno a quella zona è una medicina contro le giornate di noia. Alla fine di luglio fecero una festa in piscina - Magadunia beach - alla quale la mia amica mi portò con lei perchè Fili lavorava. Così, presa delle positive vibes e dai mojito di Gloria serviti in vasetti, ebbi il piacere di ritornare anche qualche settimana più tardi, ad un’altra delle loro feste. Proprio in questa occasione assaggiai la panzanella. Ed ecco che fu subito profumo di ricetta per il blog!
Ingredienti per 4 porzioni:
4 fette di pane raffermo
Una manciata di pomodorini datterini rossi
Un mezzo vetriolo
1 cipollotto di tropea
70 g di acqua
70 g di aceto di mele
Procedimento:
Taglia a fette il pane secco e lasciale in una pirofila, bagnandoli con l’acqua e mantenendoli ben umidi per almeno 40 minuti.
Taglia con la mandolina la cipolla, a fettine sottili, e lasciala macerare per 30 minuti un una ciotola con l’acqua e l’aceto di mele. Dopodiché scolale.
Taglia i pomodorini in quarti o a metà in base alla loro grandezza.
Sbuccia il cetriolo e taglialo a metà per la sua lunghessa, poi taglialo a fettine sottili. Io preferisco tagliarlo ancora una volta a metà (in tutto sarà tagliato in quarti) in modo che risulti della grandezza dei pomodorini.
Unisci gli ingredienti in una ciotola ben capiente e condisci con sale e olio q.b.
Una volta che il pane sarà ben zuppo, togli la crosta e sbricialo nella ciotola, unendolo agli altri ingredienti.
Prima di servire è necessario passare un giro di olio e mescolare.
La mia amica Gloria mise anche dei capperi, ma in casa non siamo degli amanti e non ne avevo.
Vi ricordo che questo nasce come piatto toscano contadino e deve rimanere rurale, per questo l’ho impiattato nella latta smaltata, perchè mi ricorda la nonna.